martedì 22 marzo 2016

Ennesima conferma: un futuro di disoccupazione e povertà!

Nel menefreghismo dei più, la globalizzazione capitalista avanza, implacabile. E i suoi effetti deleteri cominciano a vedersi, anche se per ora dissimulati sotto una coltre di propaganda e menzogne. L'Organizzazione Internazionale del Lavoro ha lanciato negli ultimi mesi un allarme passato perlopiù sotto tono, ma per chi sa vedere sotto la coltre di disinformazione si comincia a delineare quello che sarà il mondo il giorno che il criminale processo di sarà portato a compimento: nel mondo c’è sempre meno lavoro e la disoccupazione è destinata ad aumentare nei prossimi anni, anche nei Paesi 'emergenti' (il che significherà sempre più immigrazione). Il World Employment and Social Outlook - Trends 2016 ammonisce: «Un grande numero di lavoratrici e di lavoratori si trovano a dover accettare lavori a bassa retribuzione, non solo nelle economie emergenti e in via di sviluppo, ma sempre più frequentemente anche nei paesi industrializzati. Dobbiamo prendere provvedimenti urgenti per rilanciare le opportunità di lavoro dignitoso. Altrimenti rischiamo che s'intensifichino le tensioni sociali». Le prospettive occupazionali si sono ormai deteriorate anche nei paesi emergenti e in via di sviluppo, in particolare in Brasile, in Cina e nei paesi produttori di petrolio, afferma l'Ilo. In Europa inoltre - osserva l'Ilo - quasi la metà dei disoccupati sono a rischio povertà. «In molti paesi europei, la ripresa dell'occupazione è andata a scapito della qualità, con la creazione di nuovi posti di lavoro concentrata in buona parte in forme di occupazione non standard (come il lavoro occasionale e a tempo parziale)», aggiunge. La quota dei contratti di lavoro a tempo pieno, “che rappresentava oltre l'80% dell'occupazione totale nel 2007, è scesa di oltre 3 punti percentuali nel 2015. Al contrario, la quota di rapporti di lavoro a tempo parziale sul totale dell'occupazione è salita a più del 22 % nel 2015». Ed il lavoro a tempo parziale è spesso non volontario.
Che significa tutto ciò? Che stanno cominciando ad arrivare al pettine i nodi di un processo artificiale indotto, la globalizzazione neoliberista, le cui conseguenze sono già visibili oggi, per chi vuole vederle ovviamente: povertà, disoccupazione, ingiustizie sociali crescenti, schiavitù di ritorno, precarietà, immigrazione crescente, sfruttamento e profitti immensi per pochi. Insomma, il capitalismo al suo top! Ma nonostante i segnali sempre più allarmanti che emergono, la questione non sembra interessare più di tanto le persone, prese unicamente da visioni di breve respiro, consumismo compulsivo e disimpegno, apatiche e speranzose unicamente che quando la tempesta arriverà non tocchi a loro, ma solo agli altri! E poi non dite che non vi avevamo avvertito!

giovedì 3 marzo 2016

Strane convergenze: stessa lotta, stessi obiettivi!

Quanto sta succedendo in questi giorni a Calais (e come si è visto anche a Ventimiglia) non può non far notare la presenza, tra le migliaia di immigrati accampati nella 'giungla', di attivisti di un'organizzazione che si chiama 'No Border', composta da militanti anarchici e dei centri sociali. Sul suo sito, l’entità si definisce “un network europeo di gruppi antirazzisti che lavorano insieme contro l’esclusione e la criminalizzazione dei migranti e la libera circolazione”. In parole povere, un network che si batte per l'abolizione delle frontiere. Guarda caso, stesso obiettivo da sempre cavallo di battaglia dei poteri forti mondialisti (industriali, corporations, multinazionali, lobby finanziarie, schiavisti e sfruttatori vari)come di politici globalisti come la Merkel, gli stessi che, sempre guarda caso, sono accaniti sostenitori dei flussi migratori! 

lunedì 15 febbraio 2016

NO ALLA CONCESSIONE DELLO STATUS DI ‘ECONOMIA DI MERCATO’ ALLA CINA!

Entro febbraio l’Unione europea dovrebbe decidere se concedere o meno al gigante asiatico lo status di economia di mercato.  Raggiungere lo «status di economia di mercato» alla Wto è uno degli obiettivi strategici della Cina, e ben capiamo il perché. Fra i benefici ci sarebbero le maggiori difficoltà dell’Europa a imporre dazi antidumping sulle aziende cinesi che riducono in modo scorretto i prezzi.
Purtroppo, ma la cosa non ci stupisce, la Commissione Europea sarebbe orientata a dire SI. Pesanti le conseguenze di tale scelta scellerata (ma ne fanno di diverse gli oligarchi di Bruxelles?): secondo una ricerca dell’Economic Policy Institute il riconoscimento dello stato di economia di mercato alla Cina comporterebbe la perdita di  3,8 milioni di posti di lavoro ed una riduzione del PIL dell’UE del 2%. Praticamente la concessione disarmerebbe unilateralmente le difese commerciali europee contro la Cina. Questo riconoscimento faciliterebbe infatti l’inondazione in Occidente di merci cinesi a basso costo, mettendo maggiormente in difficoltà i settori industriali più vulnerabili e aggravando ulteriormente la crisi. Gran parte dell’industria europea, guidata da settori come l’acciaio, che ha perso un quinto della forza lavoro dal 2009, la ceramica e il tessile, sono contrari, così come i sindacati. In Italia si rischia la perdita di ulteriori milioni di posti di lavoro e in cambio verremmo sommersi da tonnellate di paccottiglia inutile. A livello europeo, la Germania è favorevole ad accontentare Pechino. Ma non ci stupirebbe vedere che pure il governo italiano, tafazzisticamente, si accodi (come è stato per il TTIP).
No alla Cina, stop globalizzazione!

giovedì 10 dicembre 2015

Interview with the AKBB!

Building the National Anticapitalist Resistance in Germany: an interview with Antikapitalistische Kollektiv Berlin-Brandenburg activists.
 
- Hello, can you give an introduction to the Group?
The AKKBB is a collaboration of different anticapitalist and national socialist groups, acting independent of any party or bigger organisation.
Our target is as simple as clear: destroy the system which protects and enables capitalism.
- What’s your attitude towards concepts like ‘Autonomy’ and what role do you think local groups can play in the present struggle?
These groups are acting autonomous. There is no big leader, no hierarchy, which allows us to stay undercover and gives security to local groups. This is important to keep the struggle alive in every town, because an action, which shows resonance in one town or area, will not impress any person in another town. This is caused by the different mentalites in all the regions. For example in the north, Germans are calm and restrained, in Berlin they are open for others.
So local groups are more important than anything else, because there is one big objective, uniting us all: save
People and nation by destroying the system.
- What are your usual actions (events, marches, stickering, etc)? Do you focus the attention and actions in specific subjects, like social, precarity, poverty issues or are they more theoretical, like against the NWO?
There are a lot of actions and we don't focus just a few. Any possibility to lead our people back on the right way is a welcome action for us. I don't think that stickers are that effective, but it's a good way to annoy antifascists and liberals. We try to bring the truth into the public: marches including the black block, stickers, graffiti, posters, sometimes just simple small talk to the neighbors. Everthing may be helpful. There are also campaigns we organise.
- Is there in your country any awareness about the brutality of capitalism system at this time?
At the moment people become aware that we shall be destroyed on a cultural way. The immigrants coming from all over the world, invited by the government are the best argument for us. Even the most dump and lazy liberal is able to switch on his tv and take a look at the news. We can show off how we all are fucked by this antisocial system. Billions for immigrants and nothing for unemployed people, no money for education, old people who are left alone to die in a small flat.
- What is your position on the ACN/AKN Network? Do you support the 5 points?
The AKK supports the political declaration of the Anti-Capitalist Network (ACN/AKN).
- What are your objectives, in immediate and long-term?
Our goal is to overcome the isolation and separation of the various pre-existing anti-capitalist forces in Germany.
- Thanks for the interview, anything additional you wish to add?
Thank you for the interview. AKKBB
 
 
 

sabato 28 marzo 2015

18 marzo 2015: Nationalists against capitalism

18 marzo, i movimenti anti-austerità si danno appuntamento all’inaugurazione del grattacielo (da 1,1 miliardi di euro, alla faccia dell'austerità imposta ai Popoli) sede della Banca centrale europea (BCE). All'evento non potevano mancare gli attivisti del movimento nazionale: "We want to bring all nationalists in Europe together for an anti-capitalistic movement. Against the austerity policy, for free peoples" ( http://www.fight-ecb.cf/ ). Smash capitalism!

 


 

lunedì 16 febbraio 2015

Day of Action against TTIP & criminal globalization

On Jan 24 militants of Resistenza Nazionale – ACN/AKN, helped by friends of FN and Turin and Biella nationalists, took to the streets to protest against the free trade agreements between the EU and the United States (TTIP) and the criminal globalization! This is not the first time we choose to act against globalist games hoping to wake up peoples about. Those who acquiesce to the capitalist takeover are voluntarily choosing to live on their knees, subjugated, manipulated and exploited. As always, there are those who look at their own situation and seeing no immediate threat to their livelihoods, don't understand what all the fuss is all about. In these days the EU (proving once again that it has never been a project for the people, but for the bank elite!) will soon sign a comprehensive trade agreement with the US called TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership). This is an assault on the sovereignty of our Nations. Officially, they say us that this will create jobs and improve economic growth. Yeah, always the same globalist crap, NWO-capitalist propaganda! However in reality the profiteers of this agreement are only global corporations, not the citizens. The TTIP strengthen the power of big business, while People’s interests will be weakened. The TTIP basically makes the dictatorship of capital a concrete reality. Liberalization and privatization should be one-way streets. Returning once privatized municipal utilities or hospitals to communal authority would be difficult or even impossible with the TTIP. Massive job losses threaten through the severe competition from overseas. Food standards and consumer protection threaten!
This cannot be allowed! What will become of our earth and our lives if such criminals actually lead the world? It would be nothing but a ruthless dictatorship of a
handful of corporate oligarchs around the globe (who have everything—wealth, power and privilege) while the rest of us struggle as part of a vast underclass, increasingly impoverished and ruthlessly oppressed and repressed. We have to say ENOUGH!  We have to realize that the government has been hijacked by this global corporate mafia. We have to revolt, to rise up in opposition, to fight back! No to TTIP! No to NWO/EU Dictatorship!